Recensioni

La pianta movente, split minicd coi Runi si compone di tre brani.
Apre le danze Buttare le bottiglie, tenere il fruscio,
ovvero una centrifuga house, hip-hop e delirio, tra groove spellati
e precari, nonsense allucinata e riciclaggio selvaggio (da Hendrix a Peter
Frampton!!!).
L’indolente demenzialità del ritornello (“l’importante è stare
qui/a decidere/se correggere o no/il caffé”) subirà meritata
rilettura nell’album di debutto dei RUNI (nella scellerata Le bottiglie di
prastica), disco nel quale convergerà opportunamente riarrangiata la
terza traccia Il technosiciliano. Quanto a Buona Morte, trattasi
di un tipico “blues del dormiveglia” cui il Bugo ci abituerà:
psichedelia bradicardica su ritmica al valium, sfrigolii elettrostatici e suonini
da videogame, quel canto fluttuante in mezzo ad una ciucca cupa, scazzata e
minacciosa.
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