Recensioni

In copertina un bambino impertinente in canottiera mentre fa le facce all’obiettivo, perfetto biglietto di presentazione di Vol.1, esordio di Dario Brunori sotto la ragione cantautorale Brunori SAS.
Un compendio di esperienze in cui convivono momenti di vita della provincia calabrese, ritratti di bruciante precisione, resi con un’urgenza espressiva e un’emotività che ricorda il Bugo degli esordi, insieme a coloriture di sapore Beck. Dietro ci sono referenti di tutto rispetto, da Piero Ciampi ad Endrigo, fino a Rino Gaetano, Ivan Graziani, Sergio Caputo, per la capacità di rendere cinematicamente momenti e caratteri, congelandoli in istantanee che si fanno universali, con un’ironia lieve ma graffiante. Vengono dipinte così situazioni e momenti della nostra contemporaneità, non dissimilmente da altri autori che stanno già percorrendo questa via, i Maisie per citare un nome.
Vol.1 è fatto allora di chitarra, voce e minimo accompagnamento, puntellato da fiati, per una serie di bozzetti, che vanno dalla presa in giro in fondo bonaria dell’Italian Dandy, il poeta bohemien da Baustelle in giù, la curiosità della provincia, il ritratto del piccolo borghese qualunquista (Paolo), il disagio di questi anni precari e post (Come stai, L’imprenditore), l’ordinario, la vita di provincia degli Ottanta e dei Novanta, le disillusioni, la normalità dell’esistenza. Urlando il disagio ma con consapevolezza, senza rabbia. Di chi sa come vanno in fondo le cose. Essenziale.
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