Recensioni

6.9

Il documentario che i British Sea Power hanno musicato con questo disco, ovvero From The Sea To The Land Beyond di Penny Woolcock, descrive l’evoluzione delle coste inglesi negli ultimi cento anni, anche se in realtà parla dei cambiamenti sociali avvenuti in Inghilterra nello stesso lasso di tempo. Si parte da filmati risalenti a inizio Novecento, passando attraverso i conflitti mondiali, il boom economico degli anni Cinquanta-Sessanta, la crisi dei Settanta, il decennio degli yuppie, fino ai giorni nostri. Il mare rimane sempre sullo sfondo, strettamente connesso con la cultura e le vicende britanniche almeno quanto lo sono il lavoro navale e le scogliere ventose.

Per la colonna sonora del film, la band inglese rielabora brani tratti dalla propria produzione modificandoli e dando loro un titolo coerente con i capitoli del documentario. Il suono generale spinge sul versante di una cinematicità in odore di post-rock (la title track, ma anche i multi-strati violenti à la Godspeed You! Black Emperor di Melancholy Of The Boot), degli archi, delle atmosfere morbide e degli spazi ampi; fondamentale, in fase di missaggio, l’apporto di un Ken Thomas già al lavoro, tra i tanti, anche con i Sigur Rós, nell’ottica di un disco descrittivo, evocativo e tarato sull’emotività generata dalle immagini. I contributi audio della pellicola (le sirene delle navi, il rumore delle onde, il verso dei gabbiani) diventano parte integrante delle musiche, creando così una sorta di universo sospeso a metà strada tra il field recording e la classica soundtrack capace di sostenersi anche senza l’ausilio delle immagini (il DVD del film è comunque compreso nel digipack). Con la musica che resta l’unico commento in un filmato senza dialoghi o voci fuori campo.

Viaggiando dal 1901, attraverso le guerre, verso la pace e l’epoca moderna, From The Sea To The Land Beyond mostra le nostre coste come un luogo di piacere, di industria e natura selvaggia” si legge nelle note diffuse da Rough Trade: i British Sea Power interpretano questo viaggio nella maniera più classica possibile, confezionando un disco senza troppe sorprese, ma solido e del tutto coerente con l’oggetto della rappresentazione.

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