Recensioni

6.7

In attesa di Cassadaga (previsto per il 10 aprile), Conor Oberst ci rifila un antipasto che sa già di abbuffata: oltre alla title track estratta dall’album venturo, la bellezza di cinque b-sides inedite per quasi mezzora di musica; tipico stile Bright Eyes, insomma (almeno stavolta non abbiamo due dischi diversi in contemporanea, grazie al cielo). Se Four Winds lascia intravedere un lavoro di produzione ancora più accurato, studiato, grandioso e profondo rispetto a I’m Wide Awake, It’s Morning, la scrittura si allarga dal classico country folk di base al pop rock (Reinvent The Wheel), arrivando fino alle parti di certi ’70 (Stray Dog Freedom, vagamente Springsteen); ad anticipare la parata di ospiti prevista sul disco, c’è spazio per la comparsata di M Ward in Smoke Without Fire.

Il solito Conor, diremmo, bravo da far rabbia e per giunta ormai accasato presso le alte sfere, là dove stanno i cosiddetti “professionisti” (asprezze e ingenuità lo-fi di un tempo non possono essere più lontane, infatti), con il pass per le onde FM pronto ad essere esibito. Ma ci riserviamo di approfondire questo discorso per il piatto forte…

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