Recensioni

6.8

C'è una curiosa euforia nel nuovo album di Boys Noize, un'effervescenza giovanile che non sentivamo da un po' nelle produzioni del dj/producer tedesco. Qualcosa che è difficile non mettere in relazione con le recenti collaborazioni messe in atto: senza dubbio lavorare con Mr. Oizo ha dato quel pizzico di schizzo molesto che serviva come il pane (è negli Handbraekes che le strutture quadrate di Alex Ridha si son finalmente sciolte), ma è anche l'effetto degli eccessi della cultura drop di oggi, materiale troppo allettante per non giocarci un po' sopra. Magari senza tuffarcisi a capofitto, come si poteva temere nella roboante accoppiata con Skrillex promossa quest'estate (il progetto Dog Blood, che invece finora ha partorito solo i due topolini Next Order/Middle Fingers), ma ragionandoci un po' intorno, prendendo le dovute posizioni, sfruttando la propria indiscutibile esperienza in materia di musica da (s)ballo.

Fatto sta che il nuovo piglio collaborativo di Ridha ha portato una ventata d'aria fresca, segnale di superamento di quello status fossilizzato di "producer electro house per eccellenza" guadagnato con Oi Oi Oi e Power. Boys Noize ha in mente un cambio pelle e vuol parlare un linguaggio più giovane, che riesca a ingraziarsi i frequentatori delle nuove mode electro. Lo fa in modo fin troppo ruffiano con Gizzle in Circus Full Of Clowns, che vorrebbe essere lo split definitivo del nuovo dubstep bastardo di oggi, una tecnica collaudata di wobble e distorsioni che però non appartiene al suo carattere e rappresenta solo il trick d'immagine per compiacersi gli ascoltatori moderni. Mossa di sola superficie e dunque da censurare, soprattutto quando chi la fa ha dalla sua le armi giuste per venirne fuori con maggiore dignità.

Molto più interessante invece ciò che avviene altrove: What You Want, ad esempio, non fa mero cut&paste ma quei drop riesce ad assorbirli e riassumerne l'energia con tatto, così da incorporarli nel proprio sound e aumentarne le potenzialità (è questo che deve fare chi ha la marcia in più, vedi anche Kentaro lato brostep), mentre pezzi come XTC e Rocky 2 compiono il giusto scarto col passato improvvisando psicosi electro e possessioni Ed Banger. Il resto oscilla tra momenti di vocoderato pop in bilico tra Daft Punk e Justice (Ich R U, Touch It), retaggi french (Siriusmo fa né più né meno che il suo ruolo in Conchord), fiamme da arena (Stop), furbate electro massimaliste (Missile) e anche precipitazioni di pura noia (Merlin).

L'apice arriva alla fine e riscatta tutto il resto. La Got It ideata con Snoop Dogg è l'incontro tra due pesi massimi che danno spettacolo rispettandosi l'un l'altro, col rapper californiano che fa il cattivo senza invadere lo spazio e il geometra dietro la console che spezza la routine e inventa un intreccio di sfondi elettronici affilati al punto giusto per non strafare. La danza del corteggiamento tra hip-hop ed elettronica non è mai stata così esplicita e provocante. Se son questi i frutti della via dei featuring intrapresa da Boys Noize, voglia Iddio preservarne l'entusiasmo.

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