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Sta prendendo piede un modo di fare minimal con l’anima, che supera lo stallo dell’electrolounge (vedi l’annosa debacle della Thievery Corporation) e che innesta lo stile essenziale nelle atmosfere che una volta chiamavamo chill. Da musica esclusivamente per il relax a passatempo costruttivo infarcito di soul e ultimamente di influenze tribal, che ricordano la mania afro fine 70 e che fanno muovere il culo.

La settima Body Language (una delle serie di compilation più eclettiche del momento), viene affidata al prode DJ/producer/remixer Matthew Dear (aka Audion, False) fondatore -insieme a Sam Valenti- della storica etichetta Ghostly International. Nelle tracce della nuova uscita su Get Physical si va delineando l’eclettismo della futura minimal: Orbitalife e Tramodyssee di Johnny D sono puro Circo Loco ibizenco, il remix di Garcia dei Radio Slave (Dead Souls) trasuda deep soul da pelledoca, un po’ di progressività con I:Cube (il bel funky acido di Gtnup), il club nella sua essenza tribal nel remix di Sascha Dive dei Two Armadillos (Hamlin) e la classicità Detroit nella traccia esclusiva per la compila dello stesso Dear (Free To Ask) apre la porta alla bella conclusione di Lorenzo (Get Deep appunto).

I segnali sono tutti qui: lasciate da parte gli specchi e i braccialetti fluo, ritornate in pista con le congas e le pelli, vestitevi a nuovo perché la mutazione avviene sulla vostra pelle. Nuova tendenza: tribal. Più cool che mai

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