Recensioni

6.5

Prima che Ariel Pink arrivasse a mettere a soqquadro gli archivi musicali, Bobby Conn si divertiva già a mescolare 70s alti e bassi con furibondo spirito citazionista ed estro zappiano.

Macaroni ce lo riconsegna tirato a lucido, dopo un'assenza dalle scene durata ben sei anni. I Burglars, la band che lo accompagna in quest'ultimo lavoro, è un ensemble piuttosto affiatato di musicisti avant-garde di Chicago, tutti col loro pedigree punk e new wave ben chiaro sin dalle prime note dell'abum.

Partendo sempre dal presupposto che con lo stesso numero di spunti ritmici e melodici con cui Conn costruisce un album, altri sarebbero a posto per l'intera carriera, sul nuovo lavoro si scorge una maggiore linearità che fa di un brano comela titletrack (spigoli wave, furbizia glam, chorus easy listening) o Face Blind (funky sudato, percussioni mutant disco e falsetto a profusione) quanto di più accessibile prodotto dal folletto dell'Illinois.

Chiariamoci, il nostro sa sempre stupire con una certa nonchalance e non abbandona neppure la tradizionale vena polemica (l'avidità e l'iniquità nell'America contemporanea restano i suoi temi prediletti). Tuttavia i repentini cambi d'atmosfera, gli incroci blasfemi fra generi apparentemente inconciliabili, lasciano spazio ad una kitcheria di prammatica e ad una vena pop decisamente più marcata (è il caso dell'electro rock in Devo style di Underground Vktm), che fanno di Macaroni un album meno dispersivo e funambolico rispetto al recente passato.

Che sia arrivato il tempo dell'agognata maturità?

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