Recensioni

I Bo Ningen sono un combo giapponese di stanza a Londra che arriva alla prova del terzo album, iii per l’appunto, perdendo gran parte del fascino che aveva reso interessante il precedente Line The Wall. I Nostri erano una band hard psych che si poteva riferire a Motorhead, Amon düül, Acid Mothers temple, mentre adesso li ritroviamo evirati in quasi tutte le componenti, a trastullarsi con vocalizzi inutili e un’art rock di cui ci si può stancare ancora prima di arrivare in fondo.
Hanno scelto di piacere alla gente (compaiono anche le prime parole in inglese) e di tentare una strada pop; nulla di male in questo, ma il cambio di direzione non ha funzionato e a nulla è servito quel paio di ospiti buoni per far parlare un po’ di sé, ovvero Roger Robinson dei King Midas Sound per le frange di pubblico più seriose e Jehnny Beth delle Savages per quelle emo. E’ una miscela che non scalda, intestardita su geometrie math e chitarre post rock, tanto che quasi è sparita del tutto la matrice psych. I Nostri si salvano in corner con la frenesia di Cc e Slider, ma appena il ritmo cala, l’indifferenza regna sovrana, vedi gli otto lunghissimi minuti di Mukaeni Ikenai. Poco altro da segnalare, dunque saluti e alla prossima.
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