Recensioni

7.1

Vampisoul questa seconda metà di 2008 si affaccia nuovamente all’Africa. Un altro tassello arriva a infarcire le roots, il culto del ritmo che si fa sempre più black. Ghana: il primo stato africano a guadagnare l’indipendenza dal colonialismo, influenzato dalle idee rivoluzionarie del giamaicano Marcus Garvey. La stella nera che brilla ancora sulla bandiera ricorda quel legame con la rivoluzione e con il ritmo. Non c’è che dire che qui si respira aria di freschezza: cose che si sentivano nei primi anni 80, quando il rap si respirava direttamente dalla strada, quando la genuinità non serviva sbandierarla.

La scoperta di un mondo nascosto fa sempre piacere, e come le Sublime Frequencies ci (hanno) fa(tto) scoprire il pop dell’estremo oriente, Georg Milz sull’etichetta Outhere di Monaco cerca il distillato della movida ghanese. Nomi a noi sconosciuti, ma che in patria hanno venduto e continuano a spopolare: V.I.P., Tic Tac, Ofori Amponsah e molti altri riportano viva la lezione di Alpha Blondy e del Marley anni 80. Il risultato è un miscuglio che prende il nome di highlife: reggae, rap, post-swing e quello che ultimamente abbiamo chiamato mash-up. Le contaminazioni abbandonano il lato banghra e tornano improvvisamente nell’ancestralità del ritmo più nero che mai, una cosa che si era sentita anche nelle esagerazioni mistiche di Osunlade. Questa compilation ci fa conoscere la punta dell’iceberg di una scena sommersa che dà il filo da torcere ai campioni da prima pagina, vedi alla voce M.I.A..Durante l’estate servire con molto ghiaccio, c’è il rischio che si sciolga troppo presto. Essenziale per i prossimi party. Afro is definitely back

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