Recensioni
Black Lips
We Did Not Know The Forest Spirit Made The Flowers Grow
-
Edoardo Bridda
- 1 Maggio 2004

Il nuovo album esce nel maggio 2004. Già dal titolo da svacco hippy si preannuncia come il disco psichedelico dei Lips o quantomeno quello flower-punk… ma sebbene alcuni brani presentino stilemi vagamente Seeds, vedi la splendida farfisa di Notown Blues o lo sgranchirsi del basso di Stranger in un’andatura puramente Sunset Boulevard style, ad emergere è soprattutto quell’aura claustrofobica illustrata dalla cover di Wild Man e qui innescata subito dal fracasso psicotico di M.I.A. e dal delirio ispanico di Time Of The Scab. Ma il meglio arriva con i brani lenti, dementi, ebeti ma con un senso macabro di morte, di dannazione, vedi Dawn Of the Age Of Tomorrow e soprattutto il dondolìo sinistro di Ghetto Cross.
Nonostante i suoi trenta minuti scarsi, l’album si rivela come un guazzabuglio di frizzi e lazzi, di colpi di testa e di pancia (per non dire altro), vedi la farsa medievale al clavicembalo 100 New Fears inscenata al termine di Nothing At All, o la ghost track Hope Jazz, intruglio di rumorismi sperimentaloidi aggrappati al basso swingante di Swilley. Un breve zibaldone che decompone ulteriormente il marcio ma fertile humus Black Lips e che quindi lo evolve. Eberbaugh viene ancora una volta ricordato con l’inclusione di una registrazione in presa diretta dei tempi della Slaughterh aüs: Juvenile, con Ben Crumb dei Tabitha (già acclusa nel 2003 in una ristampa Munster del primo EP Ain’t Coming Back). Nella versione cd compare anche il video di FAD girato da Monty Buckles, sul quale non diciamo nulla se non che a nostro umile parere è uno dei video più imbecilli della storia. Cult.
Amazon
