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5.8

L’interlocutorio EP The Moan pare voler restituire con interessi  – anche economici, se si pensa al successo riscosso da Thickfreakness – l’ardore che l’etichetta californiana Alive Records ha investito nello scommettere in tempi non sospetti sul fenomeno Black Keys.

Oltre a mettere in chiaro la quasi didascalica passione per il rock sporco e viscerale – con una versione essenziale e garage di No Fun degli Stoogesimpreziosita dalla timbrica calda di Dan Auerbach -, i due di Akron aggiungono un altro santino al sacrario edificato negli spazi del proprio spirito blues, quel Richard Berry di cui eseguono con personalità Have Love, Will Travel.

Quasi canzone manifesto dell’immaginario Black Keys e tra le migliori di The Big Come UpHeavy Soul è riproposta in una versione ancora più slabbrata e black, alla quale si continua tuttavia a preferire l’originale. The Moan, unico inedito regalato ai fan della prima ora, ha l’aria di provenire dalle outtakes dei primi due album, un groove in pieno stile Howlin’ Wolf non particolarmente brillante ma utile, se non altro, a circostanziare il peso – assai relativo – di questo episodio minore all’interno della discografia complessiva.

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