Recensioni
Ecco la reunion dei Black, o meglio una delle due reunion dei Black Flag, o meglio ancora la più plausibile, data l’imprescindibile presenza di Greg Ginn (anche se concediamo il beneficio del dubbio ai Flag di Keith Morris, Bill Stevenson e Chuck Dukowski).
Pochi ma buoni, si direbbe al primo colpo d’occhio dentro il locale. Si sta molto larghi all’Alcatraz, sfruttato solamente per metà, e dirottare il concerto su un club più piccolo sarebbe forse stata la soluzione migliore. Il programma prevede i Good For You come spalla dei Black Flag, ma nell’organico tra un gruppo e l’altro cambia soltanto il cantante. Oltre a Greg Ginn, che è l’assoluto mattatore, hanno un doppio ruolo pure il batterista Gregory Moore e il più giovane bassista Dave Klein.
Good for You è il progetto che la mente dei Black Flag condivide con lo skateboarder e cantante Mike V (Mike Vallely all’anagrafe); è uscito da qualche mese l’album Life Is too Short to Not Hold a Grudge. Il loro hard rock/grunge ricorda i Black Flag seconda maniera, pionieri di quella fusione tra punk e metal che è stata il punto di partenza dei vari Melvins e Soundgarden. Si notano ovviamente più le escursioni soniche di un Ginn (alla faccia di quelli che “i punk non sanno suonare”) armato pure di theremin, rispetto alle doti sceniche da medio cantante rock di Mike V. L’esibizione è discreta ma dura troppo, considerando che il set dei Black Flag risulterà per forza di cose più concentrato.
Se queste mezze reunion vi sembrano un po’ posticce, non dovreste dirlo ai ragazzi accalcati a pogare sotto il palco. Se ci si allontana da pur comprensibili pregiudizi, il concerto risulta in ogni caso più che onesto. La sezione ritmica carica a dovere, Ginn è all’altezza del “fu” ruolo di macchina da guerra e Ron Reyes è forse la vera sorpresa: c’è con la voce e tiene benissimo il palco.
Reyes, alias Chavo Pederast è stato il secondo cantante dei Black Flag, dopo Keith Morris e prima di Dez Cadena. In quel periodo la band ha inciso Jealous Again, mentre l’album Everything Went Black contiene Gimmie Gimmie Gimmie, Depression e Police Story con la sua voce. Per forza di cose un concerto intero richiede un repertorio più ampio, che però si limita con qualche eccezione (Can’t Decide, Black Coffee) ai Black Flag prima di My War. Avanti tutta con Damaged, per l’entusiasmo di chi è venuto per lanciarsi a sgomitare al suono di Six Pack, TV Party e Rise Above, e il sorriso largo di chi è ormai troppo acciaccato per scatenarsi in una slam dance ma apprezza lo stesso.
Niente bis, si finisce con Louie Louie, come dire per che, gira e rigira, quello eravamo e quello ritorneremo. It’s only polvere e rock and roll. Only? Siamo proprio sicuri?
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