Recensioni

7.2

Per la serie a volte ritornano, ecco i redivivi Black Dice dopo circa un decennio dall’ultima manifestazione, ovvero Mr Impossible del 2012. Sempre considerati dei genietti dell’underground più trasversale, esploratori sonori della contemporaneità col piglio però dell’uomo delle caverne, i tre newyorchesi mantengono fede alla propria fama e se ne escono con un disco di elettronica di risulta applicato alla propria idea, smembrata, spastica, smostrata, di dance e groove. Una dance aliena, ovviamente, in cui il ritmo è la risultante della decomposizione e del sezionamento del corpo morto della musica (relativamente) contemporanea; in cui il risultato è un groove made in Frankenstein fatto materialmente di frattaglie sonore d’avanzo eppure rese materia coesa e coerente, collage sonoro tanto sfaccettato e screziato quanto coinvolgente. Ci sono i Cabaret Voltaire, i TG e i Suicide spezzettati qui dentro e miscelati col post-DFA, c’è l’idea p-funk che incendiò il revival degli inizi degli anni ’00 rivista e ripensata, c’è molto del passato trasversale delle elettroniche meno convenzionali, ma è sempre tutto disallineato, reso etimologicamente eccentrico e (dis)umanamente robotico dall’incessante e infaticabile lavorio di de- e ri-composizione attuato dai tre.

Nonostante il groove – un unico, lungo, intenso, robotico, sensuale, stravolto eppur cangiante groove – segni la spina dorsale (molle) del disco, non solo di dancehall su Marte vive questo Mod Prog Sic – che già dal titolo rimanda a frammentazioni e clash culturali – come avviene in Jocko, Downward Arrow o Swinging, pezzi che shakerano la testa a furia di singhiozzi e spasmi e crampi sonori; c’è spazio per momenti meno prismatici ma non meno astratti e squinternati, come nella nenia in crescendo dopante di White Sugar o nel downtempo da groove alien(at)o di Big Chip. Insomma, i Black Dice sono tornati perché non ci avevano mai lasciati; si erano solo infilati in un wormhole per un tour decennale della galassia, e in Mod Prog Sic ci lasciano un saggio agile delle musiche future.

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