Recensioni

Memorie personali, particolari e sfuggevoli atmosfere, brevi attimi di una vita, tutto ciò che può contenere l'album di ricordi che ognuno di noi conserva dentro sé.
Di questa impalpabilità è fatta la musica di Alicia Merz, la responsabile unica dietro la sigla Birds of Passage: un diario segreto fatto da collage di ritagli dalla propria intimità tenuti insieme dall'esilità di atmosfere plumbee dove soundscape e microdroni richiamano alla mente voci lontane e spettrali dal passato.
Un lavoro altamente introspettivo, a tal punto da risultare inestricabile e inesplicabile per chiunque fatta eccezione per la sua autrice. Senza la maestria necessaria per creare empatia nell'ascoltatore nella messa in scena del proprio microcosmo – si prenda ad esempio l'ultima uscita di casa Six Organs Of Admittance – Without The World risulta piatto e privo di una carica emotiva, fallendo proprio là dove avrebbe dovuto colpire. Invece che suscitare sentimenti ed emozioni produce un'assenza di esse, uno stato di torpore generalizzato che si riverbera anche sul giudizio finale.
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