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6.1

Dopo sette anni di silenzio, Billy Idol, nonno rock in attesa della seconda nipote, torna a farsi sentire con una manciata di brani inediti che rappresentano un piccolo ma significativo concentrato di energia e di voglia di rinascita post-Covid. Prodotto da Butch Walker (Green Day, Weezer) e con l’aiuto del fidato chitarrista Steve Stevens, l’EP The Roadside propone un concentrato hard & glam & ballad di stampo americano. A pubblicarle pensa Dark Horse Records, l’etichetta fondata da nientemeno che George Harrison e oggi gestita da Dhani Harrison e David Zonshine.

Niente azzardi da queste parti, il sessantacinquenne non scimmiotta quello che non sa (e non può più) fare. Se al Superbowl nel duetto con Cyrus non sembrava a suo agio, qui spazia fra desert ballad pensierose (Bitter Taste, ispirata al grave incidente in moto che gli ha cambiato la vita e da un’esperienza di riabilitazione dopo l’abuso di droghe), e cingolati alt rock altezza 90s con buona dose di glam. Proprio quel tipo di produzione tamarrock che i Måneskin stanno cercando di far propria (Rita Hayworth è stata scritta pensando al movimento di protesta #metoo e al futuro delle nipoti). Giù per quella strada, il prequel è servito in un piatto r’n’r altezza Bolan, Sweet, Glitter e co. (U Don’t Have To Kiss Me Like That), gente che aveva in mano le chart quando era adolescente. E poi ancora canzoni d’amore con quell’inconfondibile croooning che da sempre attinge da grandi come Iggy Pop e Alan Vega (Baby Put Your Clothes Back On, vicina anch’essa a tematiche sensibili all’attuale questione di genere).

Da uno che ha bazzicato per la Londra punk di McLaren e dei Sex Pistols, che ha scritto almeno due dei singoli più importanti degli Ottanta incrociando i trend più rappresentativi del periodo (Eyes Without A Face e Dancing With Myself) per poi darsi a un dimenticabile classic rock contrappuntato da cameo cinematografici e televisivi (nel film The Doors di Oliver Stone e nel reality The Real Housewives Of Beverly Hills) non si poteva chiedere di più.

Con il primo singolo pubblicato con i Generation X a risalire al 1977, Idol è un attempato protagonista della storia del pop rock: che non se ne sia definitivamente andato è una buona notizia. Facciamocela bastare.

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