Recensioni

7

Le Gymnopedies di Erik Satie rappresentano per l’ambient quello che le registrazioni di Robert Johnson sono per il blues: qualcosa dopo il quale è venuta un sacco di roba, ma che si torna sempre con piacere ad ascoltare; un classico senza tempo, probabilmente conosciuto trasversalmente da generazioni diversissime tra loro, sempiterno senza mai suonare polveroso.

Bewider aka Piernicola Di Muro, produttore ambient e compositore di colonne sonore romano, con queste composizioni ha da sempre un rapporto speciale: le ascoltava spesso suo padre, e così con spirito estremamente rispettoso il producer romano si è messo a rielaborare il paradigma di Satie. L’ha fatto durante il primo lockdown dello scorso anno, assecondando un mood pensoso favorito dall’isolamento che – lo abbiamo già ribadito in altre sedi – è stato particolarmente fecondo per l’ambient in generale. 

Sintetizzatori modulari alla mano e piglio da one take, quasi simulando un’esperienza live attualmente non più possibile, i tre movimenti di questo EP sono una sorta di aggiornamento “reloaded” del pianista francese. Tra le dilatazioni elettroniche emergono quelle immortali melodie immediatamente riconoscibili: quasi un solido appiglio familiare in mezzo a un mare di ignoto. È un’operazione che rappresenta una sorta di divertissement familiare, visto appunto il retaggio domestico di Di Muro, ma che riesce a dare una nuova e credibilissima (e soprattutto, non era facile, interessante) veste al capolavoro di Satie, per rileggerlo con una nuova lente se già lo si conosceva a memoria, o altrimenti scoprirlo aggiornato. 

Amazon
SentireAscoltare

Ti potrebbe interessare

Le più lette