Recensioni

In una nuova formazione, dopo l’abbandono della fondatrice, Franke Rose, il progetto Beverly torna con un album più versatile e maturo, frutto anche dell’ingresso del bassista e chitarrista Scott Rosenthal giunto ad affiancare la voce e la vena creativa di Drew Citron. Lasciato parzialmente da parte il noise pop di Careers, il duo sceglie sonorità dreamy, a volte racchiuse in atmosfere morbide e delicati accordi in delay, altre volte sottolineate dalla ruvidezza dei fuzz e da linee post-punk e new wave, il tutto orientato verso strutture pop.
Ci pare di cogliere una maggiore chiarezza di idee rispetto al primo lavoro e un piglio leggero ma allo stesso tempo ben costruito nei testi e nel lavoro sui suoni. Bulldozer apre con linee di basso e carica punk, ma Crooked Cop rallenta subito i ritmi mischiando fuzz ed elementi ruvidi glam rock, che si riascoltano anche in South Collins. Il tutto sempre con un tono dreamy, malinconico, ma anche rasserenante. Victoria, composta insieme a Kip Berman dei The Pains of Being Pure at Heart (riferimento anche musicale per questo lavoro), ne è l’esempio più chiaro, rappresentando anche l’episodio più pop dell’album. Poi riemergono il post-punk, le chitarre in delay di Lake House e Contact, i toni più aggressivi ma mediati dalla voce di Citron in You Used To Bee A Good Girl e la ballata The Smokey Pines. Le atmosfere noise dell’esordio, maggiormente sperimentali e frenetiche, sono lasciate da parte allegando la delicatezza della voce ad una altrettanto morbida costruzione sonora. Emerge una certa leggerezza pop nel filone di recupero della new-wave degli Ottanta e dei suoi aspetti dark, con il gusto per le chitarre alla Robert Smith e la sensualità dei Blonde Redhead. Proposte a cui i Beverly di certo non arrivano per primi, sia in ambiente americano che europeo. Il lavoro non spicca quindi per estrema originalità e ricerca, ma per un’amalgama orecchiabile di dream pop e post-punk, cui si aggiungono sporadicamente testi accattivanti che rendono l’ascolto piacevole e versatile.
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