Recensioni

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Friends non è una sit-com come le altre. Non lo è mai stata ed era noto agli stessi autori all’indomani della messa in onda dei primi episodi nel settembre 1994. Non solo ha plasmato intere generazioni di spettatori, ma ha anche imposto inconsciamente un paradigma narrativo e, oseremmo dire, compositivo (in termini di caratterizzazione dei personaggi) di cui troviamo traccia in numerosissime sit-com successive, da Scrubs a How I Met Your Mother e The Big Bang Thory. L’intenzione dichiarata degli autori, David Crane e Marta Kauffman, era quella di «raccontare quel periodo della vita in cui i tuoi amici sono la tua famiglia». Per questo con l’episodio The Last One, quando Monica e Chandler decidono di lasciare l’appartamento che per dieci anni ha fatto da palcoscenico alle vicissitudini di questi sei inseparabili amici per iniziare una nuova vita con la loro famiglia, la serie giunse alla sua naturale conclusione, commovendo milioni di appassionati spettatori (52,5 milioni di telespettatori con uno share del 43%) e mettendo tutti d’accordo sull’unico finale possibile.

Un finale che non è stato intaccato nemmeno 17 anni più tardi, quando il 27 maggio 2021 su HBO Max è andato in onda lo special Friends: The Reunion, un omaggio realizzato dall’emittente Warner Bros. ai fan e unicamente rivolto a loro (senza per questo dimenticare di spiegare a chi vi si potrebbe accostare per la prima volta oggi, perché è stata ed è ancora – come dimostrano i dati dello streaming – una tra le serie più amate in tutto il mondo). Diretto da Ben Winston, lo special comincia quasi si trattasse di un documentario, con la macchina da presa che segue tutti e sei i protagonisti – Jennifer Aniston, David Schwimmer, Courtney Cox, Matthew Perry, Lisa Kudrow, Matt LeBlanc – al loro ingresso nel celebre Stage 24 (noto anche come The Friends Stage) e le loro espressioni mentre con la mente tornano ai ricordi della vita insieme su quel set, dei momenti condivisi prima di ogni registrazione, nei camerini, con il pubblico in sala, e così via…

A queste sequenze sinceramente commoventi, si alternano poi alcuni estratti di puntate celebri a immagini inedite in cui vediamo il sestetto riunito attorno a un tavolo per leggere e recitare nuovamente le battute di quei leggendari episodi: da quello in cui Monica e Rachel perdevano l’appartamento a favore di Joey e Chandler al primo agognato e sofferto bacio tra Ross e Rachel, o addirittura ricreare le medesime scene su quello stesso set e accogliere all’occorrenza alcuni dei volti che hanno condito la serie con le loro apparizioni (da Tom Selleck a James Michael Tyler, passando per Elliott Gould e Christina Pickles e l’immancabile Janice di Maggie Wheeler).

A questa tipologia di narrazione “speciale” appunto se ne avvicenda un’altra, più rilassata e celebrativa, condotta con la solita verve (a tratti irritante ma che tanto piace agli americani) di James Corden, con i nostri seduti sul divano davanti alla mitica fontana che faceva da sfondo alla celeberrima sigla. Si è parlato dell’eredità dello show, dei momenti di sofferenza (soprattutto di Matthew Perry, che soffriva al solo pensiero di non riuscire a strappare una risata al suo pubblico), di flirt mai veramente sbocciati (tra Aniston e Schwimmer) e del lungo processo di casting che portò all’assunzione dei sei attori nei rispettivi personaggi poi divenuti iconici. Su tutto ha regnato una sincera nostalgia (episodio trash della sfilata a parte, davvero quest’ultimo sintomo dell’era contemporanea) così come la volontà di ribadire l’importanza di quello che non è stato solamente uno show televisivo ma anche e soprattutto un fenomeno di costume, capace di raccontare un momento preciso della vita di ognuno, di condire anche solo con un sorriso le giornate più tristi di ciascuno di noi (di impatto le testimonianze di giovani spettatori da ogni parte del mondo) e di fissare nella memoria le storie di un gruppo di sei amici che ci sono stati sempre l’uno per l’altro, e per noi soprattutto.

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