Recensioni

6.8

Nuove suggestioni in salsa indie-folk si condensano sull’asse Italia-Inghilterra. È il caso della cantautrice romana Bea Sanjust, mescolatasi agli umori e ai sapori dell’algida Brighton assorbendo parallelamente tutti gli stimoli dell’ormai noto Willkommen Collective: vera e propria community di musicisti, promoters ed artisti. Un’esperienza nata lontana dai confini nostrani poi sintetizzata in questo album d’esordio Larosa, la cui produzione vede la commistione di vecchi e nuovi elementi della vita della cantautrice: amici del collettivo, quali Tom Cowan e Will Calderbank, così come l’intervento di Marco Fabi, Simone De Filippis e di alcuni elementi scelti tra la rock band Canialga e i Calibro 35.

Il risultato è un delizioso viaggio in undici tappe, dove la Sanjust valica i confini della narrazione intimista, regalando piccoli squarci riflessivi su temi quali amicizia, famiglia, vita, sorretti sempre da un immaginario e sognante filo rosso. Le stesse atmosfere suadenti di Larosa profumano di maturo classicismo e si stagliano su uno sfondo cinematico – quasi in stile Morricone – che incastona flussi di pensiero in ballate dove chitarre, archi, armonium e glockenspiel guidano la narrazione. Interessante soprattutto l’armonia raggiunta tra le varie parti dell’album, che oltrepassa il limite dell’indie-folk, regalandosi pause in chiave Calexico (Two Sisters) ed intermezzi più accesi, vagamente psych (Julia). La lezione cantautorale d’oltreoceano, invece, viene fuori nei momenti in cui Bea si apre al dialogo più intimista, preferendo strumenti ed arrangiamenti essenziali (Wildflowers, Piano), in cui lasciar trasparire bagliori altezza Laura Gibson o Marissa Nadler. Non mancano poi ulteriori esperimenti in chiave etno (Marijuana, Honey Bye Bye), non lontanissimi dall’altra talentuosa connazionale Elli De Mon, che mettono in luce l’ottimo percorso fin qui compiuto dalla musicista romana.

Bea Sanjust è un piccolo fiore appena sbocciato nel panorama folk d’origine italica: la sua voce è seduzione, fascinazione ricca di felici intuizioni. Larosa è un disco equilibrato, leggero, e che allo stesso tempo riesce a solcare sentieri profondi: una miscela perfetta di talento e voluttuosità.

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