Recensioni

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Sono già passati dieci anni da quel 2005 in cui vide la luce Primavera di Sangue, primo, oscurissimo viaggio nelle catacombe sonore dei Bachi da Pietra. Creazione di un Giovanni Succi all’epoca fresco dell’appena conclusasi esperienza dei Madrigali Magri e di un Bruno Dorella che muoveva in contemporanea i primi passi con OvO e Ronin, il duo ha sempre rappresentato una scheggia sonora completamente avulsa da qualsiasi scena o panorama: dallo scheletrico blues minimale e marcissimo degli esordi fino alle elettriche deflagrazioni metalliche e oscure dell’ultimo Quintale (2013), i Bachi hanno sempre fatto un po’ quello che pareva loro, toccando non raramente vertici qualitativi altissimi e senza l’intenzione di fermarsi («vent’anni di palchi di gloria e di merda, ma prima di mollare me ne faccio altri trenta»).

Festival Bug, EP rilasciato poco dopo Quintale, aveva sicuramente aperto nuove strade alle future esplorazioni sonore possibili: dall’oscuro dub tribale e orientaleggiante di Tito Balestra (chiuso da un’inedita e riuscitissima coda elettronica) al meraviglioso e rurale blues elettrico di Madalena, fino a Baratto (che tornava a pesare circa cento chili), le future intenzioni dei Bachi rimanevano abbastanza indecifrabili. Non aiuta in tal senso questo nuovo EP Habemus Baco che giustamente tiene fede alla sua natura celebrativa ben compendiando il percorso sonoro del duo ad oggi, pur restando prevalentemente dalle parti di Quintale. Quindi sussurri nell’oscurità che esplodono in ruggiti stoner, dando sfogo alla «più negra e metallica vena mannara» (Habemus Baco), e brevi cavalcate più semplicemente hard rock (Tutta la Vita), più la conclusiva Amiamo la Guerra, rivisitazione dell’omonimo articolo interventista di Giovanni Papini e resa oltremodo suggestiva grazie al recitato di Succi che ne porta in luce l’oscurità e la pericolosità di fondo.

Riuscitissima auto celebrazione e ottima occasione per chi ancora non conoscesse il gruppo di avvicinarsi alla sua peculiarissima estetica, Habemus Baco mostra la coppia Succi-Dorella ancora una volta in forma smagliante e (speriamo) pronta per un nuovo LP.

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