Recensioni

6.4

Due lunghi brani, colti dal vivo nell'arco del 2010, monitorano lo stato di salute di uno degli ultimi rappresentanti di quel suono, primi duemila, che si poneva come risposta mitteleuropea al cosiddetto post-rock (variante elettronica), allora di stretta attualità. Della risma di artisti che trovavano nella Morrmusic il proprio centro propulsivo, Fleischmann è tra quelli che più è rimasto fedele alla linea, tanto da continuare a trovare posto, a vario titolo (oltre che con il progetto eponimo, con Duo 505 e The year of), presso l'etichetta di Tomas Morr, in particolare nella sussidiaria "Sound Of A Handshake", di cui è ormai una colonna portante.

S'inizia con For M, sacrosanto tributo a Mark Linkous, morto suicida giusto poche settimane prima che il musicista austriaco si esibisse a Klangboden Mödling, dove il brano è stato registrato. Benchè l'impianto elettroacustico, che lo vede accompagnato anche altri musicisti (tra cui lo sperimentatore minimalista Martin Siewert già con i Trapist) a chitarre,violoncello, synth, ecc., potrebbe essere ricondotto al metodo compositivo del compianto Sparklehorse, in realtà il referente più diretto rimane Angst Is Not A Weltanschauung, l'ultimo album in studio dello stesso Fleischmann. Una commistione di elementi elettronici analogico/digitali, quindi, su cui poggia una sfaccettata melodia dagli accenti chevariano dal pop, al folk, all'electro-rock, al rock vero e proprio che, se lì sistrutturava in forma di canzone, qui diviene lunga cavalcata strumentale. Negli oltre tre quarti d'ora del brano, sialternano momenti più melanconici ad altri più tesi e distorti, passando dagli slide edai doppi violoncello/mellotron della prima parte, al silenzio improvviso che interrompe di netto la sfuriata noisedella parte centrale. Nell'ultima porzione, tra sibili e ritmi spezzati, a venir fuori è, invece, proprio l'anima più tradizionale del progetto, quella, appunto, elettronica. Poi è la volta di Micro_Krosmos, registrato al "Festival Irritationen II", in cui Fleischmann fa tutto in solitaria, costruendo un pezzo in continuo crescendo, che
dalle tessiture scricchiolanti dei primi minuti conduce  ad un insistito arpeggiosintetico, che in infinite accezioni e sfumature, farà da traccia di base all'intera composizione. Si passerà così dal glitch-pop, alla tirata indie con tanto di chitarra elettrica, sino ai carillon post Tortoise che, assieme a quell'ineffabile amnios teutonico nel quale si muove, è da sempre tratto distintivo della sua grammatica.

Si dirà un lavoro fuori tempo massimo. Il chè può anche darsi, anzi di certo lo è. Ma fin quando un artista riesce, con tutti i limiti e le presunte asincronie colpresente, ad esprimersi a questi livelli sarà sempre attuale. Per non dire che le due tracce riescono a trattenere all'ascolto per tutta la loro infinita durata, senza cedimenti osbadigli, confermando Fleischmann come una sorta di piccolo classico.

Amazon
SentireAscoltare

Ti potrebbe interessare

Le più lette