Recensioni

La sensazione è buona. La voce di Azzurra, intendo, me ne ricorda un’altra già affermata. Anche se non riesco a mettere a fuoco. A trovare quel nome che forse è un déjà vu senza fondamento. Quel che conta, ciò che trasmette la vocalità di Azzurra al suo esordio su label francese Another Music, che diretta da un musicista di rango, intelligente, ha un occhio, scusate, un orecchio di riguardo per la qualità che non bada agli steccati, ciò che proietta/trasmette la capace arte vocale della ragazza che agisce da Berlino non lascia indifferenti.
Il suo mondo è fatto di elettronica raffinata, sofficemente rumorista, corroborata da una vena sonora sufficientemente analogica. All’interno di Underlight trame eteree si alternato a frammenti più arrembanti (Grey, Kidnapped, la bella e articolata Hard to Believe, sorta di visionario gospel futurista), dettati da ritmi imbastiti da macchine che emettono comunque calore, maggiormente nei momenti più intimi (Lose My Veils, Spouse: comunque vitalizzate da momenti di contrasto). Ma Shining, che aggiunge il respiro affannato di archi che paiono invitati arrivati trafelati a un party solo sul finire, commuove come un Frankestein che seppur somma di sintesi, ferito, sanguini e soffra come fatto di carne. Difficile da credere, ma lo stesso effetto ottiene Falling, un paio di brani dopo, muovendosi al ritmo di un cuore bionico composto da materia organica e artificiale in parti uguali.
Tra luci e ombre si dipana la crepuscolare Borders, ma l’epilogo di Underlight, a ricordare in chiusura che il titolo del lavoro ritiene il significato di coraggio, è un raggio di luce pura – introdotta dalla chitarra cristallina del compositore Federico Ferrandina principale autore della musica – che benché si insinui con gentilezza, instilla capacità di reazione. Speranza. In un tempo come questo, martoriato da un morbo che ha gettato una cappa di grigiore sulle nostre esistenze, All It Takes sembra un inno – ha voluto il destino – alla vittoria sul virus: pur con il tempo che ci occorre.
«I’m not afraid» – canta Azzurra in Underlight – e prosegue: «there’s love underlight». Trasmette emozioni, la voce di questa artista in cerca del suo posto alla luce. Che merita.
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