Recensioni

E così gli Awesome Color, giunti al terzo album, prendono definitivamente la via dell’hard-psych seventies-oriented. Ed era ora, verrebbe da dire, visto il curriculum sempre indeciso sulla direzione da prendere.
L’attacco di Transparent – stoner primigenio alla Kyuss, ma essiccato e ancor più ossessivo – è una dichiarazione d’intenti bella e buona, che poco lascia all’interpretazione di chi ascolta. Tutto l’album infatti emana continuamente effluvi acidi hard&heavy, qua e là venati di stoner post-kyussiano o di risvolti heavy-rock rifunzionalizzati alla maniera dei primi Monster Magnet. Certo che non di soli panorami post-kyussiani vive Massa Hypnos: il rifferama ashetoniano resta la base fondante del suono dei trio newyorchese (specialmente quando accelerano come in White Cloud) così come una certa, vaga predilezione per ballate bluesy strascinate (Zombie) e psych-bluegrass (Slaughterhouse) ma è il richiamo della foresta hard-seventies la pietra filosofale di questo terzo disco. Vedasi la lunga IOU, che fotografa gli Stooges di Funhouse intenti a jammare coi Loop sul palco di Monterey.
Come a dire che, dopo peregrinazioni e tentativi di focalizzazione poco riusciti, questo sembra essere il terreno ideale dei tre capelloni americani.
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