Recensioni

A pochi mesi da Oversteps – che non ha mancato di suscitare consensi e polemiche – il percorso revisionista del duo continua con nuovo doppio 12'' (anche in formato cd e digitale) all'insegna di una piccola svolta per la quale possiamo azzardare il termine di comprensibilità.
In Move Of Ten, sotto basi ritmiche piuttosto "regolari", persino più riconoscibili nei generi di appartenza (hip hop, techno, jazz, elettro e troniche '70), troviamo degli Autechre concentrati nel manipolare (probabilmente) live i propri sample, curiosi nello sperimentare sul terreno che dal jazz porta alla fusion già incontrata nel Cosmogramma di Flying Lotus (nth dafuseder.b, m62, ylm0). Ed è senz'altro questo l'aspetto più interessante di un lavoro che cede quel poco che basta all'autistica coerenza (e concettualità), per suonare inaspettatamente di petto tra visione (è un basso o una Roland quello che si sente nella spendida rer(1)?) e qualche ispirato (e anche ordinario) momento sci-fi Novanta.
Gli Autechre dimostrano prima di tutto a se stessi che un po' d'umiltà alle volte è quello che serve. Ed è da questi presupposti che un revisionismo serio è possibile, il resto è audiofilia.
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