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7

Attesissimo esordio, questo degli Austra. Nei mesi scorsi il gruppo ha ricevuto grandi attenzioni tanto dal web quanto dalla stessa Domino Records, che dopo averli messi sotto contratto ha scatenato un consistente tam tam promozionale dietro al loro lancio. Ed eccoci così alle prese con un primo album la cui tripletta iniziale, Darken Her Horse / Lose It / The Future, basta da sola a definire la proposta: misticismi electro che richiamano, rispettivamente, Bat For Lashes, Florence And The Machine e Fever Ray.

Con la rossa Florence la brava Katie Stelmanis ha molto in comune, per timbrica, tonalità e slanci epici. Tecnicamente invece il menù è costantemente a base di synth, battiti elettronici, dark-80s con tutte le declinazioni del caso: The Villain è a tutti gli effetti un pezzo dell'86 o giù di lì, in Spoilwork entra in gioco l'influenza Ladytron, in The Choke si riascolta la prima Lykke Li, ma il succo è sempre quello.

Piacerebbe vederli osare di più, questi Austra, magari risalendo la china dalla suddetta Fever Ray al sound convulso degli stessi The Knife: perchè Katie è un bel personaggio e l'immaginario visivo ed estetico intorno al gruppo è di quelli intriganti, oltre le solite plastichette indie e più vicino a certe bizzarrie Sugarcubes – che pure i nostri conoscono, perchè il groove saltellante di Shoot The Water va a parare sulla Bjork più jazz-friendly.

E' un peccato doversi accontentare, perchè al di là di certe ruffianate nella produzione le canzoni ci sono, i ritornelli si fanno ricordare e una volta tanto l'intera scaletta regge il passo di singoli riusciti come Beat And The Pulse. Feel It Break è insomma un disco complessivamente solido: gioca in un genere che ha detto tutto, ma se non altro gioca in serie A.

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