Recensioni

I veneti Are You Real? sono un quartetto capeggiato da Andrea Liuzza, vecchia conoscenza di SA (recensimmo l'autoprodotto Melancholia nel 2008) il cui estro ritroviamo intatto nel qui presente Songs Of Innocence. Riconosciamo la stessa voglia di farti entrare dentro una storia che procede per svolte, sospensioni, vampe e struggimenti, obbedendo ad input stilistici eterogenei (dalla wave-punk all'alt-folk, dal power pop al post-rock, dall'ambient alla psichedelia…) ma come unificati dal filo narrativo tenuto teso dalla band, cui non si può certo rimproverare la mancanza di convinzione nei propri mezzi e nella "missione" che si sono posti.
Dieci le tracce più una fantasma, la già nota Wolf, peraltro piuttosto anomala rispetto al resto del programma col suo spiegare chitarre e violino a testa bassa come dei Waterboys avariati punk. Il cuore della cosa sta però tra il noise narcotizzato di Dream Dream Dream (da qualche parte tra Big Star e Bright Eyes) e le turbolenze arty The End Of The World (come un Patrick Wolf al guinzaglio di Okkervil River e Sparklehorse), passando dalle morbide scorie Velvet di I Miss You Forever (dal finale nevrastenico à la Cobain) e dal cuore sprimacciato di Another World (una trepida via di mezzo tra Decemberists e i primi Coldplay).
La pronuncia un po' legnosetta – che comunque non non penalizza troppo l'espressività – e i cali di ispirazione (una scrittura più intensa avrebbe condotto Humans dalle parti dei migliori Talk Talk) sono difetti tutto sommato perdonabili, mentre la capacità di imbastire trame romantiche (la toccante ma non svenevole The Last Song) e cinematiche (uan The Great Fire abitata da minimi termini apocalittici degni dei primi GY!BE) fanno capire che la stoffa è di buon livello. Aggiungete la disinvoltura con cui coinvolgono nell'operazione (prendendone in prestito il titolo e sbattendolo in copertina) il caro vecchio William Blake, e si è detto più o meno tutto. Teniamoli d'occhio.
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