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Nella piccola galassia in espansione delle musiche hi-tech o accelerazioniste si inserisce anche Antwood, alias del canadese Tristan Douglas. Douglas, noto anche come Margaret Antwood (da Margaret Atwood), viene da sperimentazioni legate alla club culture pubblicate per label quali Cocobass e B.YRSLF DIVISION non lontane dall’estetica HD. In Virtous.scr, pubblicato da Planet Mu, tutto questo si lega a un concept composto con mentalità da sound designer e non da producer radicale. Il tema e protagonista del lavoro è un’intelligenza artificiale, una creatura futuristica seguita nella sua evoluzione dalla tracklist, dalle prime emozioni ai collegamenti sinaptici con il web, in un percorso osservato dall’angolazione particolare dell’approssimazione emozionale degli algoritmi dell’IA, tema quest’ultimo molto caro a un musicista dal passato speso in studi in microbiologia, apprendiamo da Fact.

L’IA come specchio dell’uomo dunque, il suo doppio nella concezione di Baudrillard, una creatura che può tecnicamente anche ribellarsi e fare scelte autonome («Immaginiamoci cosa potrebbe succedere se una intelligenza artificiale si intromettesse nel sistema [di comunicazione anonima] Tor») e che nel disco si risolve in una tracklist dalle soluzioni HD già piuttosto bazzicate tanto dal giro Tri Angle (Brood MA) quanto da quello di Janus (Lotic) e PAN (M.E.S.H e Visionist), fino al paradigmatico lavoro di Holly Herndon. Dunque un sound ultra dettagliato che alterna field recording di suoni naturali (acqua, fuoco, legno, ecc.) a un range di quelli prodotti dalle opere novecentesche dell’uomo (acciaio, vetro, cemento armato), il tutto prodotto con giustapposizioni industrial e arrangiamenti periscopici ed esplorativi. A.l.i.c.i.a rappresenta la nascita dell’AI (prima una melodia di archi, poi l’incedere di una macchina che assembla e che prende voce grazie all’uso di vocal soffusi e ansimanti); la crescita è poi riassunta in Anthracite, interessante nel suo porre a confronto una sezione melodica e ipnotica, immersa nella pioggia, ad un esplodere, ossessivo e industriale. Elementi di trasfigurazione dance sono presenti invece in Overlay Network, così come tendenze post-rave caratterizzano Prototipe HA con synth e tastiere trance. Sneakers, Uncanny Valley e Yontoo How To Get Rid fanno venire in mente il Fatal Light Attraction di Kerridge in alta definizione e così via.

Antwood alterna calme inquietanti da survival game (Realization) a giustapposizioni di layer complessi (65.222.202.53), in un riuscito album concettuale che si ascolta come un film girato con tecnologia 360, dove confluiscono sapientemente molteplici influenze ed elementi. Anche qui ritroviamo un ritorno al futuro anni Novanta in grado di trasmettere la tensione di una società moderna dominata dalla tecnologia e dal virtuale.

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