Recensioni

Se l’RnB è riuscito a entusiasmarci nel 2012 grazie a una serie di artisti giovanissimi e visionari (al punto che pure Toro Y Moi ha deciso di prendere lezioni da Frank Ocean e The Weeknd), Love Out Loud è una doccia fredda che ci ricorda quanto retrogrado possa essere questo genere.
Anthony David ha una pluriennale carriera alle spalle, ormai al suo quinto album, e ha raggiunto un minimo di notorietà nel 2008 grazie al suo duetto con la vocalist India.Arie. Words, con il suo kitschissimo piano e armonie vocali richiamava il più pacato Neo Soul degli anni 90 come quello delle En Vogueo dei Boyz II Men. Anthony non si discosta minimamente da questa formula, e il risultato è un album blando e noioso come pochi, con basi così datate da essere capaci solo di evocare ricordi della pubblicità del Nescafédella mia infanzia. L’unica canzone minimamente memorabile, grazie al dialogo ammiccante che la chiude, è Official. Imbarazzante quanto vedere il proprio padre flirtare con la salumiera.
Nessuno si aspetta da Anthony che prenda spunto dalle sonorità più forward di artisti come How To Dress Well o Willis Earl Beal, ma in Love Out Loud dimostra di non aver nemmeno appreso la lezione di Erykah Badu o John Legend.
Non riesco a immaginare nessuna ragione per cui chiunque non faccia parte del target di Fifty Shades of Grey debba ascoltare questo disco. Soprattutto ora che c’è pure la ristampa di Voodoo di D’Angelo.
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