Recensioni

6.4

Angelo Sicurella, già voce degli Omosumo, per questo suo secondo lavoro da solista – dopo le tre uscite brevi che componevano Orfani per desiderio – propone otto pezzi di synthpop cantautorale. Non proprio il genere di cui si senta la mancanza o di cui ci sia penuria dalle nostre parti. Al di là di questo appunto, il polistrumentista siciliano ha personalità e idee che lo collocherebbero anche un po’ sopra la media delle produzioni di questo genere. Andranno forse focalizzate meglio, e questo disco si muove (anche) in questa direzione.

Yuki O è un lavoro conciso, che in parte riecheggia gli Omosumo e il precedente disco dell’autore, ma si attesta su una via più pop (anche nei testi). Il nuovo full length sembra quasi dividersi in due sezioni con un lato A e un lato B come negli LP. Ma sono suggestioni di chi scrive, dovute al fatto che si nota un certo cambio di atmosfere tra le due metà dell’album. I primi pezzi scelgono in effetti una linea electro-pop più scarna e minimale. Curiosamente il brano che ci convince meno è proprio quello scelto come biglietto da visita con video: I Sogni scivolano è un po’ troppo filastrocca e un po’ troppo tormentone (con l’ossessività del suo ritornello); meglio le trame sempre pop però più efficaci e spigliate di Fidati, o i tocchi di atmosfera (stile vecchi Baustelle) della title-track.

Nella seconda metà gli arrangiamenti iniziano a offrire soluzioni timbriche più ricche e interessanti. Da Trema anche il silenzio entrano in gioco chitarre e archi e subentrano le pagine più ruvide e ritmiche di Una giornata buona e Non so più chi sono, per chiudere con Ubriachi di sale, il momento psichedelico con tanto di assolo vocale a metà pezzo. Oltre a discrete melodie, emerge un orizzonte più ambizioso e particolare che non fa sfigurare questo disco nel suo campo di appartenenza. Tra non sfigurare ed eccellere c’è comunque ancora un bello step e il musicista siciliano deve osare di più per raggiungere un traguardo che non sembra fuori dalle sue possibilità.

 

 

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