Recensioni

7.1

Oltre a incidere come Two Lone Swordsmen e fare il produttore, Andrew, look da rockabilly e divaricazione post-punk barra techno dub, è dj resident al Fabric di Londra, e se questo già basterebbe, l’uomo mette i dischi regolarmente al Back to Basics di Leeds, al Robert Johnson di Francoforte e al Mondo di Madrid. In poche parole quando c’è da mettere una scaletta che faccia ballare trent’anni di musica, in consolle ci si mette lui e non solo perché nei suoi mix passato e presente diventano un tutt’uno (qui troviamo Veni Vidi Vici dei Black Lips, Into A Swan di Siouxie e The Legacy di E.S.C.) ma anche perché le cose che suona spaziano da Let It Take You There dei Maximun Joy a cose dance attuali come Fairmont (la trance firmata Border Community di Fade And Saturate) e Cosimo Vitelli (lo ska disco di Converted). Giusto per non farsi mancare nulla: umori folk ambientali dalla Neozelanda con Roy Montgomery e psych pop con gli indimenticabili Silver Apples rispettivamente in apertura e chiusura.

E poi tanti sapori. Una buona manciata di languide calure e d’ondivaga ricerca da Nord a Sud.
Dal bianco al black. Watch The Ride, nelle parole di Weatherall, si riferisce a un viaggio ideale, giusto un ora prima dell’alba. Mettiamoci pure una cadillac da sogno, il Messico come direzione e l’impianto più consono e avrete una tracklist che difficilmente si dimentica. Anzi, vi farà amare cose nuove. Vi aprirà la mente.

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