Recensioni

Emotività ma anche considerazioni di natura sociale, su una musica che è un mix di indie-pop-rock a volte morbido, più spesso ruggente. Andrea Carboni, al suo terzo lavoro con La rivoluzione cosmetica, sceglie di concentrare i testi sui condizionamenti esterni e gli stimoli che impediscono o mettono in crisi la propria identità. Il piglio da cantautore continua a caratterizzare i suoi lavori ma, questa volta, il suo impegno in fase di scrittura supera la dimensione più intima. Con un messaggio diretto e libero. La differenza coi precedenti La terapia dei sogni e Due sta sia nelle parole, sia nelle musiche. Il Nostro segna un svolta, scegliendo un approccio più elettrico e duro nonostante l’importante presenza dell’elemento acustico che già aveva caratterizzato l’esordio. Qui emergono corpose melodie di chitarra elettrica, spesso in delay, costruite sempre in chiave pop. La title track, in apertura, ne è la dimostrazione: «hai provato ad essere lui e lui e lei, prima di capire benissimo/potresti essere tu» sintetizza il contenuto, il filone concettuale del lavoro.
Nella voce riemergono falsetti e certi toni trionfali alla Negramaro, come si evince in L’Amore giapponese, dove spuntano riff tendenti alla new-wave, o nel ritornello dai toni sprezzanti di Beati voi. L’allegra e facilmente orecchiabile I non giovani potrebbe funzionare a livello melodico e per la struttura pop, mentre Ancora lì insiste con il binomio falsetti/acuti da un lato e un impianto musicale trionfale e orchestrale dall’altro. Estate e Domani no chiudono il cerchio in acustico, forse in maniera un po’ scontata.
Il lavoro dimostra una crescita e una certa maturità artistica, sia nei testi che nell’approccio alla musica. È un disco che evita complesse costruzioni sonore per favorire melodie che non disdegnano un orecchiabilità di fondo. In realtà, stringendo, non resta nulla di così esaltante o sorprendente, per un album che si inserisce potenzialmente nel filone dell’ultimo cantautorato indie italiano (I Cani dell’esordio, ad esempio) ma senza andare oltre.
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