Recensioni

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Eppure proprio alla fine il disco diventa bellissimo. Sunken Dreams consegna agli annali una band – i Trail Of Dead – che riesce nel miracolo atteso da un paio di album a questa parte: mescolare la pacchiana magniloquenza dei Queen con gli arrangiamenti più sobri e dark dell’indie rock. Un pezzo disperato e dannatamente ben riuscito, quindi. Ma è il resto che non gira come dovrebbe. Perché So Divided prosegue nell’opera di destrutturazione sonora cominciata nel precedente disco.

Se non altro il coraggio non manca alla band americana. Ai tempi del grandioso spettacolo rock di Source Tags And Codes, infatti, un pezzo come Life avrebbe rivaleggiato, per foga e urgenza indie, con l’inno How Near, How Far. Adesso, invece, i Trail Of Dead dimezzano la velocità della batteria, eliminano le chitarre ed accentuano le cadenze melodiche. In Naked Sun spuntano gli strumenti a fiato – alla stregua di quanto fatto qualche mese fa dai Cursive – mentre in Wasted State Of Mind si lanciano in un’imitazione convincente e riuscita dei Muse. Ma in generale l’album si limita al proprio compito, senza guizzi particolari.

Anche qui, come per il precedente Worlds Apart, la band con il passare degli ascolti riesce se non altro a guadagnare la sufficienza. Ma tutto ormai suona più come una maturità classicheggiante che, invece, come una freschezza di suoni e di idee.

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