Recensioni

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Gli Anasazi sono un combo newyorkese attivo dal 2010 con una manciata di singoli (fra cui anche uno per l’onnipresente Sacred Bones), e che oggi giunge al debutto sulla lunga distanza nei circuiti punk di Toxic State Records e La Vida Es Un Mus, che distribuiscono Nasty Witch Rock rispettivamente in America e Europa.

La musica vuole mischiare attitudini punk e sprazzi garage, goth e lo-fi, mimetizzandosi perfettamente nel lasso temporale 80s-presente che è la forbice prediletta della maggior parte delle uscite dark odierne. C’è dunque il retroterra old school tra underground (compilation di genere come l’ottima Dark New York) e vecchie glorie (Christian Death, Gun Club), più le connessioni con i nuovi battaglioni dark che stanno invadendo il substrato americano, dai concittadini Cult of Youth ai Lost Tribe, per nominarne giusto un paio. I tanti riferimenti servono per dire che la formula è già vista e sentita, ma comunque efficace nel suo crossover. C’è un bel mix di anarchia e gusto pop, per cui dal casino (sparano tonnellate di rumori e distorsioni, che alla lunga sono anche un limite) escono fuori momenti sopra le righe, come Thelema ‘s Will e Black Leather Curse (che potrebbero stare in un album dei Dead Moon, forse anche per l’alternanza del cantato maschile/femminile), Morbid Native, o ancora le paranoie delle notti di Halloween di Maniac in the mirror.

E’ ancora presto per capire quanta strada potranno fare i quattro nel sottobosco americano, ma la partenza è di buon auspicio.

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