Recensioni

Già l'esordio degli Amycanbe Being a Grown-Up Sure Is Complicated lasciava trasparire un certo gusto per la contaminazione, con un suono che sommava parentesi bucoliche, malinconie assortite, qualche prurito jazz e un occhio strizzato alla Bristol più trip-hop. A riportare tutto entro i confini di una musica fondamentalmente pop pensavano la voce di Francesca Amati e un pugno di melodie scintillanti frutto del lavoro certosino della band e del produttore Mario Thaler. Un buon biglietto da visita per una formazione già matura ma orgogliosamente in divenire.
Il qui presente EP rappresenta un ulteriore passo verso un immaginario sempre meno ortodosso e sempre più intenzionato a scardinare gli schemi rigidi che il genere di riferimento imporrebbe. A prendere il sopravvento nelle cinque tracce del disco infatti è proprio quel suono bristoliano di cui si diceva, capace di allentare la centralità della melodia e di evangelizzare il cantato, in favore di una musicalità che gioca con lo spessore, le atmosfere sognanti, l'enfasi. Come accade ad esempio nell'inquietante Everywhere posta a fine scaletta o nello scioglilingua di una Rose Is A Rose dal cantato ubiquo ed etereo.
Tutto nasce da una reinterpretazione dello scritto The World Is Round di Gertrude Stein, esempio di surrealismo linguistico e visionarietà che qui si trasforma nei primi passi di un viaggio interiore da manuale. In attesa che il nuovo disco del gruppo in uscita il prossimo autunno ci ragguagli sulla reale destinazione dello stesso.
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