Recensioni

6.8

Il debutto di questo quartetto losangelino per Innovative leisure è un’esperienza totalizzante. Come chiudere gli occhi ed entrare nella macchina del tempo destinazione West Coast, la San Francisco garage e surf dei ’60 e di Greg Shawn: Nuggets, Bomp, tutta quella roba lì. Ci siamo arrivati alla fine, un retrò completamente identico al vintage.

Viene da chiedersi come faccia a piacere un disco così nel 2012, perché indubbiamente piace. La risposta è in realtà abbastanza semplice, gli Allah-Las hanno trovato la ricetta perfetta: evirare il garage di cui sopra della sua componente rock’n’roll, sostituendola con il jingle jangle dei Byrds e il surf dei Beach Boys. D’altronde fare garage oggi pare davvero diventato sinonimo di saccheggio, quindi tanto vale razziare dai Byrds e dai Beach boys che piacciono a tutti giusto? E se due più due fa quattro, un fac-simile con sapore alla Youger than Yesterday dovrebbe quantomeno essere gradevole, fosse anche solo un quarto dell’originale andrebbe benissimo. Ragionamento perfetto, funziona proprio così.

Gli Allah las hanno il merito di padroneggiare bene la materia, di far scorrere queste dodici tracce senza intoppi, di far vorticare di atmosfere svagate, leggere psichedelie e spiaggie in salsa lounge con assoluta naturalezza, permettendosi anche di uscire dai binari con la bossa nova di Ela Navega. Qualcosa di simile l’avevano fatto un paio d’anni fa i Fresh & onlys con Play it strange, ma qui la copia è di fedeltà assoluta. Si finisce col rimuginare il ritornello “beh cosa ci vuole, lo potevo fare anch’io”. E invece l’hanno fatto loro, onore al merito.

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