Recensioni

Sul buon gusto degli AIR penso che nessuno nutra dubbio alcuno. Certo si potrebbe obbiettar loro tante piccole cose come lo snobismo francese, una compiaciuta femminilità, quella compassata romanticheria noir ecc. Tutti limiti (e chi non ne ha…) di una firma riconoscibile quanto la Fender di Gilmour o il falsetto del baronetto McCartney, personaggi citati ad hoc visto il sempiterno amore-odio che scatenano nel pubblico. I due francesi si amano e si odiano allo stesso modo, scatenano reazioni forti ma a dimostrazione del loro sostrato e preparazione musicale arriva in soccorso questa compilation, ovviamente per la serie Late Night, roba perfetta per un aperitivo dopocena con uno scampolo di amici e moderazione alcolica.
È principalmente un compendio di pop che percorre quattro decadi: si va da quello synth ottanta dei Cure, a quello dylaniano sixties epocale di The Band affiancato da quello mignon-carillon dei The Troggs, da quello orchestrato settanta di Walker e Hazlewood a quello più attuale e folky di Minnie Ripperton, Tellier, Cat Power e Elliott Smith, passando per l’eternità wyattiana.
Qua e la si respirano inoltre deliziosi momenti classici o da soundtrack (o entrambe le cose) a base di Nino Rota (sinistro e assolutamente air-formativo), Georges Delerue, Tan Dun, Ravel e gli stessi AIR con Baricco. Ah, ci sono pure i Sabbath ad amplificatori spenti in versione freak tamburelli inclusi. Grande musica in relax.
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