Recensioni

Stiamo virando sempre di più verso l’ambient. I segnali ci sono tutti. Il nuovo avamposto è stato costruito in poco più di un anno dal divo Burial. Sotto di lui legioni di vecchi re che hanno abdicato. Gli Underworld che provano a staccarsi dalla pelle le ferite dei rave, gli Orb che mandano qualche richiamo distante, ma sempre pulsante e intensissimo, la pazzia progressiva – ancora una volta Novanta – di Banco de Gaia. Questa è la tendenza. Oggi si va di atmosfere più che di personalità. Lo scopo non è più essere e nemmeno apparire: la sfida oggi è costruire spazi fisico-mentali (vedi anche le operazioni d’arredo di DJ Olive). Le compilation, quindi, segnano la via. Come diceva Brian Eno: “Il musicista di domani sarà sempre di più un music-tastemaker”, un DJ. Si parla di gusto. Si parla di haute cuisine. Si parla di bordate che spiazzano. Come questa selecta.
Nella migliore tradizione della serie At The Controls (i precedenti volumi sono stati curati e mixati da guru come James Holden, M.A.N.D.Y. e Claude Von Stroke) questo doppio CD ci fa vedere cosa sta succedendo nella scena electro. E come già anticipato, il DJ è sempre di più un architetto, un creatore di spazi. I due CD che ci presenta il francese Sébastien Devaud ne sono la riprova. L’apertura tocca all’elettronica classica con Instants D’Hiver di Teruggi, il suono minimal di Jennifer Cardini nella collaborazione con Shonky, la selezione sapiente di personaggi storici della scena electro, come Apparat (splendido il remix post-acustico di Swayzak) o Plaid (eccellente l’IDM di OI) fanno del primo disco un ottimo miscuglio di electro, mai troppo spinto, con una sensibilità stilosissima, come solo pochi francesi sanno fare.
Nella seconda parte si passa all’intimismo dark-wave-ambient: una Bela Lugosi’s Dead fuori tempo massimo che – data la collocazione – destabilizza e decostruisce ancora una volta qualsiasi ipotesi di genere/mappa sonica, si prosegue con l’oscurità sinfonica di Murcof, la progressività di Rone, il downtempo di Flying Lotus, il remix in salsa 2step del maestro Burial, il lamento blues di Planningtorock, l’electropop di Telepopmusic. L’eterogeneità dei protagonisti non mina la coerenza interna, anzi, arricchisce il tutto formando un caleidoscopio ritmico di visionarietà post-scazzo Novanta. Agoria in estasi divina. Doppio da sogno. Una delle compilation dell’anno. Resist Music nel gotha
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