Recensioni

Nel corso degli anni si è diffusa un opinione secondo la quale la migliore musica pop mondiale – o per lo meno quella realizzata al di fuori del duopolio USA-UK – venga prodotta nella penisola scandinava, ed in particolare in Svezia. Gli esempi ad avvalorare questa tesi, se non altro dal punto di vista dei numeri, non mancano di certo. Un motivo in più per guardare con ammirazione (ed un po’ di invidia) a quel panorama musicale ce lo danno gli Adult Oriented Pop con il secondo album 06:15 AM.
Martin Fogelström e Mattias Gustavsson, che i nostri lettori conosceranno forse come bassista degli psych-prog rockers Dungen, sono i fautori di questo progetto musicale nato con il preciso intento di ricreare la magia della tradizione melodica del pop-rock da classifica dei 70s ed 80s. Obbiettivo davvero ambizioso che i due musicisti, armati anche di un solido bagaglio di esperienze nel rock più sperimentale, riescono a centrare in pieno.
Le brillanti e familiari sonorità dei sintetizzatori che gli AOP hanno deciso di impiegare per tutto il corso delle nove canzoni in scaletta si sposano alla perfezione con gli ariosi cambi di accordi e gli orecchiabili motivi melodici di cui sono infarcite. Una certa sensibilità innata nei due scongiura il pericolo di episodi di iperglicemia musicale, sostituendo l’aggiunta eccessiva di “zuccheri cattivi” con piacevoli dosi di sognante malinconia e garbate raffinatezze psichedelicheggianti e, dal punto di vista dei testi, prendendo ispirazione dalle fonti più disparate: dallo scenziato Jack Parsons all’occultista Aleister Crowley, da David Bowie a William Burroughs, dall’ufologia all’elaborazione del lutto. Il duo mette cosi sul piatto il genere di perfette confezioni di pop “colto” che un Mac DeMarco o un Ariel Pink potrebbero produrre se, oltre a una buona dose di genio, avessero anche la disciplina e l’artigianale attenzione per il dettaglio necessarie a farlo. Il cocktail musicale ideale per la prossima estate in lenta ma costante avanzata è servito.
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