Recensioni

7.2

Unanimity, uscito nel 2014 per Northern Electronics, è il primo LP di Abdulla Rashimpseudonimo dietro cui si cela un giovane e promettente biondo techno producer svedese con un affilato e personale sound-design. Alfiere di una techno cupa e oscura come la pece, Rashim ha al suo attivo diverse uscite per label come Northern Electronics, ARR, Semantica e Prologue. Dal 2013, Rashim fa anche parte del progetto techno-dark ambient Ulwhednar, assieme a Varg. Il loro primo LP come duo è uscito nel 2013 sempre per Northern Electronics. Nel suo esordio solista Rashim ha messo a fuoco il suo stile facendo tesoro delle atmosfere nordiche evocate nei lavori realizzati in coppia con Varg, realizzate con attrezzatura rigorosamente analogica. Il producer mantiene anche un certo gusto per l’anonimato e un riserbo attorno alla propria reale identità che ben s’inserisce in un trend ormai consolidato in area elettronica scandinava (si veda, al tal proposito, il caso dei Shxcxchcxsh, tra i tanti)

Il brano distorto e pulsante che apre il suo LP, Under This Wasted Sky, è una perfetta introduzione al mondo oscuro di Rashim. Segue un brano come Path Inwards, angosciosa cavalcata elettronica che potrebbe trovare posto nel catalogo della Hospital Productions (Function, Vatican Shadow, Silent Servant etc). Red Uprise, invece, è invece un brano freddo e spietato con la sua ritmica dritta e tagliente che non concede scampo alcuno. Se in No Bordes Rashim sembra tornare al dark ambient dei suoi primi lavori come Ulwhednar, in Moral Blinds suoni acuti e liquidi montano di nuovo minacciosi su un tappetto ritmico in 4/4. Afar Depression con la sua cupa linea di basso e le sue decise percussioni postindustriali in 12/8 è uno dei brani più riusciti del disco. No God, invece, è un brano più convenzionale di techno minimale con cassa dritta, ma la sua corsa è impreziosita dall’evocativa atmosfera avvolgente che emerge in sottofondo. Nothing Existed è un altro cupo brano dark ambient con un mormorio funereo che evoca paesaggi invernali scandinavi, completamente disabitati dagli esseri umani. Un brano adatto per aprire la strada a Unanimity, la traccia che da il nome all’album, la quale corre veloce e pulsante, assediata da fantasmi sonori che gli volano attorno implacabili e malevoli.

Colpisce la capacità del giovane producer svedese di spingersi in là nella ricerca sonora in area techno-ambient, con un suono personale e riconoscibile che non ha mancato di attirare l’attenzione della critica internazionale più attenta. Il disco è uscito come doppio LP e su cassetta, andando subito esaurito in entrambe le versioni. Anche il suo recente live-set al Norbergfestival aveva impressionato positivamente il pubblico. La Svezia sta vivendo un momento fecondo e creativo, per quanto riguarda la scena techno più dark e underground, e un esordio su lunga distanza come quello realizzato da Rashim lo dimostra appieno.

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