Recensioni

La prima edizione uscì quando cadde il muro (1989) e da tempo era finita fuori catalogo. Arriva ora la ristampa, necessaria soprattutto perché ulteriormente ampliata nei contenuti, di “un classico” del genere, come lo ha definito lo stesso oggetto trattato, nella fattispecie Paolo Conte.
Tutto un complesso di cose, titolo ad hoc, raccoglie una serie di contributi di e sull’Avvocato di Asti per delinearne la figura, provare a scioglierne alcuni aspetti enigmatici e dare in pasto al pubblico adorante una serie di curiosità e aneddoti a dir poco succosi. Il tutto curato da Enrico De Angelis, massimo esperto in materia, che tira dunque le fila di una corposa racconta di contributi comprendente vari scritti e dipinti dello stesso cantautore e poi gli interventi fra gli altri di Roberto Benigni, Gino Bartali, Riccardo Bertoncelli e Michele Serra.
Ne risulta una sorta di bibbia contiana, perciò inevitabilmente asistematica e fumosa, ma basilare per cominciare a comprendere la poetica del piemontese al di là delle solite tiritere sul jazz e via dicendo. Due spunti su tutti: volete sapere cosa pensava Giovanni Raboni delle canzoni in generale e di quelle di Conte nello specifico? Qui c’è. Volete sapere come andò a finire la partecipazione del nostro al Quiz Internazionale di Jazz del 1970? Qui viene raccontato. Con tanto d’imperdibile cronaca d’allora. E nella discografia in appendice trovate pure tutte le versioni in polacco di una delle poche cose italiane che fuori dai confini c’invidiano davvero.
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