Recensioni

7.1

Lo storico Robert Johnson di Francoforte arriva al settimo volume celebrativo, e stavolta a prenderne l’autorialità è Ata, ossia Athanasios Macias: co-fondatore del club oltre che delle label Playhouse, Klang Elektronik e Ongaku Music (fucine che hanno rivelato talenti del calibro di Ricardo Villalobos, Alter Ego e Isolée tra gli altri). Una mossa fuori tempo quella del DJ tedesco: invece di concentrarsi sugli ultimi gridi della clubbing music, la compila diventa un romantico tuffo nel passato.

L’accurata selezione si focalizza su brani alternativi ai quali Ata è legato, che esprimono proprio la voglia di non omologarsi allo zeitgeist. Realtà dal suono ibrido, che portano avanti il discorso italo-disco spingendo sul pedale dell’electro e assorbendo l’effetto dell’esplosione new wave e post punk di quegli anni. Nomi pescati dal diario sonico del DJ, e perciò praticamente tutti in bassa fedeltà, accostandosi in questo senso alle derive glo: Quando Quango, International Music System, Zwischenfall, Grauzone, perfino dance remix di Xymox e della nostra supermaggiorata Jo Squillo (qui con un rx di Avventurieri da panico).

Più che l’ennesima uscita nostalgico-revivalistica, quella di Ata è una vera dichiarazione d’amore verso lo spirito dance e il crate digging d’antan. Sicuramente d’obbligo per chi ama quelle estetiche. Scommettiamo che la Scuola Furano ha già in mente di riprendere qualche pezzo nei suoi DJ set?

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