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7.5

Un canadese – chitarrista e cantante – più cinque italiani, col nido a Bologna ed il cuore sperso da qualche parte tra Londra e l'iperuranio pop che da sempre la circonda, dagli Zombies ai Clientele. Epperò aperto a tutto un sentire british che aleggia sulle brume pazzarelle di Manchester e tra le fatamorgane del Merseyside, con particelle Smiths e Teardrop Explodes a rendere cremosa la caligine extratemporale. Si chiamano A Classic Education e Hey There Stranger, il loro secondo EP, ci racconta un immaginario pop fatto di trepidazione e sussulti, di mistero sonnolento annidato tra i sogni, d'inquietudine variegata dolcezza.

Il campionario semantico procede sul piano inclinato del vintage, ma non si compiace anzi cavalca una bestiolina irrequieta che imbottisce d'urgenza le pur leggiadre I Lost Time e Gone To Sea, così come – per converso – c'è pensosità obliqua nella post-wave trafelata di What My Life Could Have Been. E perché non concedersi un goccio di french touch con la cover di Toi, dal repertorio di Gilbert Becaud? Gli A Classic Education possiedono una fragilità fiera e illuminata che per il momento significa stato di grazia.

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