Recensioni

Menù fisso techstep per l’olandese Dave Huismans. Se nel primo Aerial 2562 ci andava di ortodossia emula e non esaltava, oggi il ragazzo si sposta dai binari già battuti dei padri nobili inserendo vocals e ritmi appartenenti alle esperienze trasversali di Flying Lotus e Martyn. Lo step che si sporca con le atmosfere di A Guy Called Gerald (Lost), con l’acidità e gli organetti jazz distopici (Dinosaur e Unbalance), il dub à la O.R.B di Superflight e gli spezzettamenti manieristici di Who Are You Fooling? e per finire con l’ambient ereditata dai Boards Of Canada (Narita).
Una scalibratura verso suoni più trancey e progressivi lo accostano idealmente al Belgio e al nord Europa continentale: per far uscire l’anima dalle macchine ci vorrebbe però il culto Joey Beltram. Non siamo ancora a quei livelli, ma ci stiamo avvicinando (vedi la conclusiva Escape Velocity). Il distacco dal citazionismo che promette bene. Take your time, Dave.
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