Recensioni

7.3

Sono scozzesi. Sono buffi. Sono divertentissimi. E ai loro concerti puoi anche ballare. No, non sono i Franz Ferdinand, ma ci siamo parecchio vicini, e non solo per le indubbie assonanze di See You At The Lights, che fa subito pensare a una versione 2.0 della band di Kapranos. Prima di formare i 1990s, quella sagoma di John McKeown era la mente e la faccia – e che faccia! – dei Yummy Fur,
art wavers ante litteram dal profondo underground di Glasgow, tra le
cui fila hanno militato, in tempi oscuri ma non lontanissimi, anche
Alex e Paul Thompson dei FF. Insomma è una lunga storia, in cui alla
fine l’unica cosa che davvero stupisce è la lunga attesa che questo
irresistibile trio – completato da un altro Yummy Fur, Jamie McMorrow,
e da Michael McGaughrin dei V-Twin, compari storici dei Belle and Sebastian – ha patito prima di raggiungere gli scaffali dei negozi con un full lenght.

E’ vero, alla Rough Trade hanno dato priorità alle Long Blondes, e sarebbe un peccato se Cookiesvenisse scambiato per l’ennesimo surrogato post Franz Ferdinand
(promesso, è l’ultima volta che li nominiamo in questa recensione).
Perché, si sarà capito, questo disco è un vero spasso.

Uno sberleffo rock and roll inscenato da tre toons depravati, i nipoti cazzoni degli Stones dei ’70, i cugini devastati dei primi Supergrass, gli zii degeneri degli Arctic Monkeys (scegliete voi l’opzione preferita), intenti a seppellire con una risata l’ondata emul wavee tutto quello che ci sta intorno. Le loro armi? Riff secchi e
contagiosi, coretti scemi e appiccicosi, liriche comico-demenziali che
ironizzano a manetta sul successo e il r’n’r lifestyle (Cult Status, You’re Supposed To Be My Friend), con Exile On Main Street (You Made Me Like It), il Lou Reed glam dei ’70 (Arcade Precint, Switch), Jonathan Richman e gli immarcescibili Fall (Situation) a fornire la materia prima per la colonna sonora di un party a base di alcol, erba e anfetamine. Assolutamente imperdibile. 

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