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Dopo un 2012 passato a scolpire il progetto Vatican Shadow con due lavori nello stesso anno, nel 2013 torna Dominick Fernow con l’aliasPrurient, anche se non si capisce bene il senso di tutti questi nomi visto che la strada in fondo è una, tolto il caso pop-wave targato Cold Cave che può essere considerato a parte. Per il resto l’evoluzione del Fernow-pensiero si ottiene saltellando qua e là tra le varie sigle e conferma ne è questo nuovo Through The Window, un lavoro che pare molto più vicino a quanto fatto con la sigla Vatican Shadow rispetto allo storico Prurient, perché giochiamo di nuovo sul tappeto della techno.

Diciamolo, l’ascolto è una sorpresa. Eravamo preparati alla techno, non a questa pulizia del suono. Prima traccia sono i diciassette minuti della title track. Uno si aspetta che prima o poi parta una texture noise, una rasoiata industrial, quelle cacofonie e brutture a cui il nostro ci ha ben abituati da anni a questa parte. E invece no. Cassa dritta, synth pompati in versione science fiction e drone d’atmosfera dark e goth. La cosa funziona e viene replicata. You Show Great Spirit, dieci minuti e stesso identico discorso: ancora cassa dritta, ambientazioni nere e, in sottocutanea, frammenti glitch/noise che però non deturpano mai il paesaggio, anzi si integrano nel pattern alla perfezione. Solo i quattro minuti diTerracotta Spine tirano le fila con quello che è il passato e riallacciano ponti in direzione techno noise dalle parti dell’ex Yellow Swans Pete Swanson, ma sembra quasi un atto dovuto. Fernow che decide di giocare con la melodia lasciando a margine il bagaglio noise: questo è il senso di Through The Window. Qualcuno sarà pronto a storcere il naso, ma qui si si allargano gli orizzonti e, perché no, si scende nella dancefloor. Sfida vinta.

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