Una grintosa e sensuale St. Vincent ha aperto la prima serata live del Medimex 2025. La voce graffiante e profonda di Annie Clark ha ammaliato il pubblico del Lungomare di Taranto, in una data condivisa con i Primal Scream che, a differenza del concerto dei Massive Attack, non è andata sold out. E ben venga, oseremmo dire: l’intimità, il poter respirare e muoversi liberamente rendono ogni concerto al Medimex un’esperienza unica. L’esibizione di St. Vincent non è stata da meno.

Accompagnata dalla bassista Charlotte Kemp Muhl, dal chitarrista Jason Falkner, dalla tastierista Rachel Eckroth e dal batterista Mark Guiliana, la cantautrice ha scaldato (e non poco) l’atmosfera, spaziando nella sua discografia dai classici di Masseducation fino al recente All Born Screaming. A tratti quieta e concentrata, ma per lo più scatenata, ha dominato la scena come se stesse facendo l’amore con la sua chitarra. Sul finale, il contatto diretto con il pubblico: mani strette, corse da un lato all’altro del palco, senza mai fermarsi.

Giusto il tempo di riprendere fiato ed è la volta dei Primal Scream di Bobby Gillespie, che invadono la Rotonda del Lungomare con il loro sound iconico. Per un momento, complici l’eleganza del frontman e l’atmosfera sospesa, sembrava di rivivere il live dei Pulp dello scorso anno nello stesso luogo. No, non è stato un concerto allo stesso livello, ma i Primal Scream hanno fatto ballare davvero tutti.

Gran finale con la sorpresa: Anna Caragnano, artista tarantina, è salita sul palco per recitare dal vivo i versi in italiano nella parte conclusiva di Love Insurrection.
Dicono che siamo impossibilisti
Sognatori romantici
Non ancora cresciuti
Le nostre richieste ingenue e stupide
Le nostre credenze una religione fallita
Ma come è certo che il sole domani sorgerà così faranno i figli del futuro contro ingiustizie, rabbia e crudeltà
L’animo umano non sarà mai sconfitto
Viva l’amore
No pasaràn
Una performance probabilmente irripetibile, a suggellare una serata che Taranto difficilmente dimenticherà.