Album

All Born Screaming

26 Aprile 2024 rock glam art

L’atteso ritorno di St. Vincent si materializza con All Born Screaming, settimo album in uscita il 26 aprile 2024 via Total Pleasure Records in collaborazione con Virgin Music Group.

L’album arriva a tre anni di distanza dall’interlocutorio Daddy’s Home, dedicato a New York City su sonorità soul Seventies, ed è stato prodotto per la prima volta dalla stessa Annie Clark, che si era già cimentata in importante cabina di regia per The Center Won’t Hold delle Sleater-Kinney, ma si era sempre avvalsa sinora di nomi di prima fascia per i propri lavori, da John Congleton a Jack Antonoff. Ciò le ha permesso di evitare filtri, incidendo le idee che aveva in mente, ma non le ha impedito di chiamare in aiuto un plotone di amici e collaboratori: Cate Le Bon ospite nella title track, oltre a Rachel Eckroth, Dave Grohl e Josh Freese dai Foo Fighters, Mark Guiliana, Justin Meldal-Johnsen (Nine Inch Nails), Stella Mogzawa delle Warpaint e David Ralicke. Il mix è infine affidato a Cian Riordan.

Broken Man, primo singolo estratto dal lato A di All Born Screaming, sembra rialzare il volume e riallacciarsi stilisticamente ai futuristici fasti glam dell’omonimo album del 2014 e del successivo MASSEDUCTION del 2017, che avevano contrassegnato la definitiva esplosione della musicista statunitense dopo i primi tre ottimi album di studio, votati a un indie pop-rock arty che ne metteva subito in evidenza anche la straordinaria inventiva a livello chitarristico.

Broken Man è accompagnato da un video girato a Philadelphia da Alex Da Corte, i cui visual completano l’estetica del nuovo lavoro. Un clip immediatamente a effetto, perché stavolta non ci saranno neanche filtri ma da queste parti si è sempre giocato al meglio sulle potenzialità espressive dell’immagine. St. Vincent prende letteralmente fuoco, dallo sfondo cupo, ponendosi quasi come un oracolo – microfono alla mano: «who the hell do you think I am», più avanti «lover, nail yourself right to me» – sul sottile confine tra sacro e profano, mentre sono proprio le corde mai così hard rock a dettare il passo del brano, in una moderna riappropriazione a strappi della materia blues rock che fa pensare a Jack White e ai Queens Of The Stone Age, assieme a una linea digitale tendente verso l’industrial dei Nine Inch Nails.

Il secondo singolo Flea vede Clark alla voce e tutti gli strumenti tranne la batteria e il basso, gestiti rispettivamente dai succitati Dave Grohl e Justin Meldal-Johnsen. Flea è stato presentato come «un desiderio crudo che si manifesta su una base di groove fragorosi e figure di chitarra brucianti», mentre le parole della prima strofa – «once i’m in you can’t get rid of me» – potrebbero rimandare la memoria alla PJ Harvey degli anni 90. Il lyric video della traccia, una rock-soul ballad al sangue dallo scintillante pungiglione soul, mostra il dietro le quinte delle sessioni di All Born Screaming. Con un synth riff che ricorda una versione funky di Army Of Me di Björk, il terzo estratto ad anticipare il disco, Big Time Nothing, è il più sintetico e soul del lotto. Le strofe sono quasi rappate, nel ritornello riaffiorano le affinità elettive con David Byrne.

Ci sono alcuni posti, dentro di noi, che possiamo raggiungere soltanto se attraversiamo il bosco da soli, per scoprire quello che il nostro cuore ha da dire. Suona reale perché è reale
St. Vincent

Tracklist
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Discografia
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  • 1 Hell is Near
  • 2 Reckless
  • 3 Broken Man
  • 4 Flea
  • 5 Big Time Nothing
  • 6 Violent Times
  • 7 The Power’s Out
  • 8 Sweetest Fruit
  • 9 So Many Planets
  • 10 All Born Screaming (feat. Cate Le Bon)
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