Stavolta sul palco non ci sono bambini (e i supereroi) ad accompagnare Mr.Rain, al secolo Mattia Balardi, sul palco di Sanremo 2024. La sua Due Altalene è un brano che in comune con il ritrovato Mahmood urban ha gli inserti elettronici, i break, gli archi sotto formalina, l’autotune e il cantato un po’ rappato. L’attacco però è differente, ma solo per essere uguale a tanti altri ascoltati quest’anno. Si inizia piano dunque, al pianoforte. E fortunatamente poi non arriva la cassa in quattro d’ordinanza a compensarlo. In questo continuo concorrersi di déjà vu che è il festival della canzone italiana nell’era Amadeus, l’aggancio va ad Ultimo, che quest’anno manca ma è comunque presente, solo sotto mentite spoglie.
Di suo Mr.Rain, ci mette poco. Anche perché a dirla tutta la ballata (it)pop in quota Pinguini Tattici Nucleari che si ascolta nel ritornello scritta assieme a Lorenzo Vizzini (questa volta niente Federica Abbate) di diverso rispetto a tante altre sentite di recente ha soltanto la tripla dose di sentimentalismo che già lo scorso anno gli avevano fatto guadagnare l’epiteto di cantauto-rapper di Comunione e Liberazione.
In altre parole, Due Altalene è la miglior kryptonite sul mercato per Sane e Consapevoli Libidini. E a cambiare più che i tempi è il target di mercato – i giovanissimi smartphone e streaming dipendenti – a cui queste musiche sono rivolte. Se in Supereroi il vero superpotere era l’amore, qui a vincere su tutto è la condivisione, unico mezzo possibile per superare i momenti negativi. Amen.