Mr.Rain
Mr.Rain, still da “Supereroi” (2023)

Mr.Rain. Innamorati come teenager 2d, “SUPEREROI”

I bambini sul palco per catturare occhi e attenzione, il pianeta simil Krypton nel videoclip diretto da Enea Colombi per dare una connotazione ancora più sovrannaturale e teen, Supereroi era stato pensato per far esplodere il nome di Mr.Rain presso il grande pubblico. Operazione riuscita con un brano che è poi la versione riveduta e corretta di un altro che a sua volta teneva presente un target di mercato che non si può più eludere in epoca di streaming e TikTok.

La canzone arriva terza, il voto popolare ha aiutato e per Mattia Balardi è il coronamento di una carriera non proprio underground iniziata da più di due lustri. Nel 2018 a tre anni dall’uscita, il debut album Memories conquistava il doppio disco di platino e per dire di una fissa di lungo corso per Marvel, DC Comics e co. già dal 2016 in repertorio c’era Supereroe (al singolare) disco d’oro conquistato sulla linea di galleggiamento del cantauto-rap.

A sette anni da quel singolo, la prevedibile conversione pop porta alle prove generali di Sanremo. Fiori di Chernobyl (2020) è il prequel del brano in seguito portato in gara, una ballata (it)pop al piano altezza Pinguini Tattici Nucleari, dove già compare il coro dei bambini, il temporale all’orizzonte e la prosa confidenziale-universale col ritornello circolare. Poi c’è pure Meteoriti nell’album che raccoglie i brani di quell’anno, Petrichor. Mr.Rain insiste su crescendo sentimentali a base di lacrime, ferite e metafore comics. Al suo fianco, al co-writing, c’è quel Lorenzo Vizzini che ritroviamo in Supereroi, titolo e immaginario nel frattempo piuttosto battuti nel panorama italiano (vedi Ultimo che nell’album Solo ha un pezzo con lo stesso titolo).

La direzione è chiara, le strofe che portano al climax a senso unico, la Marvel al cinema tira c’è poco da fare, ma da queste parti più che sugli effetti speciali e all’HD si punta a catturare un pubblico di giovanissimi che ha soltanto bisogno di qualcuno che lo prenda per mano e lo elevi al di là dei propri drammi quotidiani.

Non servono i mille sottotesti, anche perché siamo agli antipodi rispetto a un Dargen D’Amico e alle sue (piacciano o meno) intelligenti cafonate, bastano le cose semplici, una coppia di innamorati, in nostri supereroi, che grazie all’amore superano ogni difficoltà. Riccardo Zanotti lo sa bene, e su questo filone ne ha scritto anche meglio (tutto dire?). E lo sa bene pure Federica Abbate (quella di Roma-Bangkok) co-writer chiave per Supereroi che per l’edizione 2023 della manifestazione canora ha scritto ben tre brani (Due di Elodie e Un bel viaggio degli Articolo 31). Detto che un altro noto autore e hit maker, Davide Petrella, è presente in sede di scrittura per il primo e secondo classificato nell’edizione 2023 di Sanremo e ci sarebbe da aprire un discorso a parte.

Per quel che ci interessa è l’evidenza che Mr. Rain, l’ennesimo dei balladeer rap che non rappano più, è un adattamento/ricombinazione di elementi, il protagonista di un multiverso altrimenti popolato da Sangiovanni o gIANMARIA circondato dalle immagini dei videoclip di Enea Colombi di cui sopra, le stesse che sono lì a far da cartonato alla polpa di un brano pensato per una generazione affetta da attention span.

Il ritornello è antemico, entra subito in testa sì, assieme alla bidimensionalità di quel che dice, un binario morto in cui sentimenti e elementi della natura (richiamati anche dagli effetti sonori – vento e temporali, al solito) girano attorno al binomio forza e vulnerabilità con l’amore (cartonato anch’esso) in mezzo, a vincere su tutto. “Siamo invincibili vicini… …due gocce di pioggia che salvano il mondo dalle nuvole”, quant’è pesante il pop quando è leggero.

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