Roger Waters
Roger Waters, still dal suo show “This Is Not a Drill” (2021)

Roger Waters si potrà esibire a Francoforte dopo la cancellazione del concerto

Dietrofront sul ban imposto al cantante con l'accusa di antisemitismo

Roger Waters potrà esibirsi il 28 maggio alla Festhalle di Francoforte in nome della libertà di espressione artistica. Lo ha deciso la corte amministrativa della città tedesca, riconoscendo al bassista e cantante il diritto di tenere il concerto, pur notando a margine come diversi aspetti dello show richiamino simbologie da parata nazista “di dubbio gusto”. La decisione non è definitiva, perché la città potrà ricorrere in corte d’appello, leggiamo sul Guardian. E c’è già chi si è schierato contro questa decisione come Christoph Heubner, vice presidente dell’International Auschwitz Committee.

La controversia sull’esibizione nella città tedesca dell’ex Pink Floyd riguarda una serie di accuse di antisemitismo mosse tra gli altri anche da David Gilmour e dalla moglie Polly Samson. In particolare, a far decidere per la cancellazione dello show sarebbe un adesivo con la Stella di David che assieme ad altri di corporazioni e multinazionali fluttua assieme alla sagoma gonfiabile del maiale che Waters libera in aria sopra le teste del pubblico.

Un dettaglio che trova i tedeschi particolarmente punti sul vivo se si pensa anche alla location, la Festhalle, teatro nel 1938 di un pogrom durante la terribile Notte dei Cristalli (Kristallnacht), occasione nella quale più di tremila ebrei vennero arrestati dai nazisti e poi deportati, se non assassinati sul posto.

Le polemiche avevano portato un paio di mesi fa all’annullamento del concerto. Una decisione non isolata dato che altre due date del tour sono state nel frattempo cancellate in Polonia, anche se lì la condanna riguardava le posizioni dell’artista sulla guerra in Ucraina. Nel caso di Francoforte la corte ha deciso che lo show non rappresenta in alcun modo un’apologia dell’ideologia nazista e che dovrebbe essere visto come un “lavoro artistico”.

La posizione di Waters sull’argomento Israele sono note: la sua condanna è allo Stato non alla razza pertanto il simbolo del maiale con la Stella di David identifica le politiche portate avanti dalla Nazione, dunque legittimamente soggette a qualunque forma di protesta non violenta. Per il cantante chi muove accuse di antisemitismo in casi come questo lo fa per “intimidire la gente e ridurla al silenzio”.

Nel frattempo, Roger Waters è arrivato in Italia con le date del This Is Not a Drill tour a Milano (su queste pagine potete rileggere un resoconto della prima esibizione), che conta ancora su due appuntamenti, il 28 e 29 aprile, all’Unipol Arena di Bologna. Ricordiamo che la data di Praga del tour verrà trasmessa live in selezionati cinema italiani tra cui quelli di Bologna, Modena e Prato.

Nel frattempo continuano le celebrazioni per il cinquantesimo anniversario di The Dark Side of the Moon, il classico dei Pink Floyd del quale Waters ha registrato una nuova versione che ha già ottenuto l’approvazione del batterista Nick Mason.

Su SA trovate approfondimenti dedicati a tutta la discografia della storica band inglese, compresa la recensione a cura di Andrea C. Soncini del sopracitato lavoro.

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